Giorno della memoria

27 gennaio 2026 - - ieri come oggi, l'indifferenza è complicità

Immagine: giorno della memoria
© Archivio Comune di Rovereto - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Cos'è

In Italia a partire dal 2000 e in tutto il mondo dal 2005
si celebra il Giorno della Memoria “al fine di ricordare
la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi
razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,
gli italiani che hanno subìto la deportazione,
la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche
in campi e schieramenti diversi, si sono opposti
al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita
hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Così recita l’art. 1 della legge votata dal Parlamento
italiano e in quest’ottica il Comune di Rovereto
si appresta a celebrare l’importante evento anche
quest’anno, 2026, anno di guerra nel cuore dell’Europa,
nel cuore del Mediterraneo, nel profondo dell’Africa
e in tante altre regioni del mondo.
Dal 13 al 30 gennaio la memoria roveretana correrà
lungo diversi percorsi intrecciati, dall’arte alla musica,
dagli internamenti alle persecuzioni di razza
e di genere, dalla resistenza operaia alla resistenza
nel campo di concentramento. L’arte cosiddetta
degenerata, l’avanguardia che rifugge dalla logica
di ogni regime, la musica che si ispira alle profonde
radici della diaspora ebraica, gli internati militari
non degni nemmeno dei diritti dei prigionieri, sollevati
dalle arie originali del pianoforte di Pietro Maggioli,
il razzismo spietato che odia ogni diversità, la storia
ritrovata della dignità assoluta e tragica di Ezio Setti.
Una “giornata particolare”, con molti appuntamenti
per restare vivi, per allontanare l’indifferenza di fronte
ai tempi bui che stiamo attraversando, sperando
che la memoria sia medicina per l’oggi.
Micol Cossali
Assessora alla promozione artistica e culturale

Giorno della Memoria 2026

PROGRAMMA

Dal 13 gennaio al 9 febbraio - Biblioteca Civica di Rovereto
Inaugurazione martedì 13/1 ore 17

Entartete Kunst e Grosse deutsche Kunstausstellung: Monaco 1937

Mostra didattiva a cura del Laboratorio di storia di Rovereto. Dopo la presa del potere di Hitler nel 1933, inizia l’operazione di “pulizia” della cultura dalla cosiddetta “arte degenerata”: i libri vengono bruciati, gli artisti sono licenziati, i curatori dei musei sostituiti dai membri del Partito nazista.

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Venerdì 16 gennaio ore 17 - Sala Caritro, Piazza Rosmini

Arte ‘degenerata’ e arte ‘pura’?

Incontro dibattito su arte e nazismo. Intervengono Denis Isaia (Mart) e Elina Massimo (Laboratorio di storia di Rovereto). A cura del Laboratorio di storia di Rovereto.

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Mercoledì 21 gennaio ore 18.30 - Sala Filarmonica, Corso Rosmini

L’ascolto errante. I volti non comuni della musica. L’espressione musicale oltre la definizione di razza

Brani di Felix Mendelssohn, Ernest Bloch, Darius Milhaud e Joseph Joachim eseguiti da Alessandro Cotogno alla viola e Maria De Stefani al pianoforte. A cura del Laboratorio di storia di Rovereto. Ingresso gratuito.

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Martedì 27 gennaio ore 16 - Piazzale Paolo Orsi

Manifestazione istituzionale

In memoria degli Internati Militari della Vallagarina.

Deposizione di una corona di alloro presso il monumento agli Ex Internati in Piazzale Orsi.

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Martedì 27 gennaio ore 20.30 (scuole ore 10) - Teatro Zandonai

Colpevoli d’amore. Razza, identità e discriminazione del diverso

Spettacolo teatrale originale che riflette sui concetti di ‘diverso’ e ‘degenerato’, su ciò che fascismo e nazismo consideravano devianza, cioè tutti i comportamenti non rispondenti allo stereotipo imposto attraverso il “mito della razza”.

Drammaturgia Laboratorio di storia di Rovereto. In scena professionisti del Collettivo Clochart e studenti del Laboratorio teatrale studentesco. Regia di Michele Comite.

Lo spettacolo è l’occasione per una riflessione sui termini ‘diverso’ e ‘degenerato’, concetti presenti nel pensiero fascista e nazista, e su ciò che fascismo e nazismo consideravano devianza, cioè tutti i comportamenti non rispondenti allo stereotipo imposto attraverso il “mito della razza”, tra cui gli omosessuali, ma anche l’arte e la musica etichettate come degenerate. Comportamenti e scelte di vita che si discostavano dalla normalità stabilita, e per questo saranno condannate, giustificando la persecuzione non solo degli ebrei ma anche degli omosessuali ed altre minoranze.

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Venerdì 30 gennaio ore 14.30-19.30 - Sala Archivi Biblioteca Civica di Rovereto

Musica e cultura nei lager nazisti. La resistenza di Pietro Maggioli e dei compagni di prigionia

Un pomeriggio di parole e musica dedicato alla scoperta della figura di Pietro Maggioli, musicista, antifascista, insegnate a Rovereto nel secondo dopoguerra.

A cura di Accademia degli Agiati, MITAG, Conservatorio Bonporti di Trento, Centro Studi Riccardo Zandonai, ANPI del Trentino, Associazione Filarmonica di Rovereto; con il sostegno del Comune di Rovereto, Assessorato alla Cultura.

Interventi:

Nicola Labanca (Università di Siena) "Militari italiani prigionieri nei campi nazisti: gli Imi, le loro vicende, il ricordo personale e quello pubblico", Roberto Setti e Rossano Recchia (Accademia Agiati) "Per un profilo biografico di Pietro Maggioli", Fabrizio Rasera (Accademia Agiati) "Maggioli e gli altri. Azione culturale e musica negli scritti autobiografici dei prigionieri", Paolo Marangon (Università di Trento) "La religiosità nei campi di prigionia. Il Cantico delle creature musicato da Pietro Maggioli", Orietta Caianello (Conservatorio Bari) "La musica nei Lager nazisti: tra sopravvivenza e memoria", Angela Annese (Conservatorio Bari) "Gino Marinuzzi junior e i suoi Lager Lieder «in prigionia il 15/10/44»".

Elena Vianini (soprano), Filippo Massetti (violoncello) e Calogero Di Liberto(pianoforte) eseguiranno i brani:

Pietro Maggioli, Soli, soprano e pianoforte; Pietro Maggioli, Tristezza, soprano e pianoforte; Giuseppe Selmi, Adagio dal Concerto spirituale, per violoncello e pianoforte; Giuseppe Selmi, Preghiera, per violoncello e pianoforte.

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Dal 31 gennaio al 14 marzo

Inaugurazione 31/1 ore 11 al Museo della Città

Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi

Un'esposizione documentaria al Museo della Città e una installazione al Sottopassaggio della stazione dei treni di Rovereto sono il frutto di un progetto artistico che intreccia la memoria famigliare e la grande storia nella riscoperta della figura di Ezio Setti: sindaco di Marco, operaio, socialista, antifascista; nato nel 1887 a Rovereto e ucciso nel lager di Mauthausen nel 1944.

Un progetto di Matteo Setti Peterlini.A cura di Nuovo Cineforum Rovereto.

Partner MITAG, Fondazione Caritro, Fondazione Museo Civico di Rovereto, ANPI Rovereto - Vallagarina “Angelo Bettini”, ANED Casa della Memoria - Milano, in collaborazione con Biblioteca Civica "Tartarotti", Comune di Rovereto.

Destinatari
Adulti
Anziani
Famiglie
Oltre 65 anni
18-21 anni
14-17 anni

Date e orari

13
Gen
Inizio evento 10:00 - Fine evento 10:01

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Ultima modifica: Martedì, 13 Gennaio 2026