Descrizione
Una risposta corale per arginare la minaccia della Popillia japonica, il coleottero giapponese che sta iniziando a radicarsi anche in Trentino. È questo il bilancio della serata informativa organizzata dall’Ufficio Verde e Cantiere del Comune di Rovereto, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Provincia Autonoma di Trento e la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.
L’iniziativa, promossa dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzione e Sviluppo del Patrimonio, Carlo Fait, ha visto una nutrita partecipazione: circa quaranta rappresentanti tra enti locali e provinciali, cantine, associazioni agroalimentari e imprese della manutenzione del verde urbano e forestale.
Dopo l'apertura dell'assessore Fait, i tecnici della PAT e della Fondazione Mach hanno illustrato il quadro della situazione. La Popillia japonica, specie invasiva originaria dell'Asia e già diffusa negli USA e in varie regioni d'Italia, registra presenze significative nell'area degli autogrill di Nogaredo Est e Ovest e nei pressi di Brentino Belluno (VR). Le colonie, seppur non ancora gigantesche, mostrano un trend d'espansione da non sottovalutare.
La pericolosità dell'insetto è elevata: ogni femmina depone dalle 60 alle 100 uova che distruggono il cotico erboso nutrendosi delle radici e lasciando macchie gialle sui prati. Gli esemplari adulti attaccano con voracità il fogliame di alberi da frutto, viti, meli, ciliegi e latifoglie boschive, divorando le foglie dall'alto verso il basso.
Per contenere il parassita diventa primario intensificare il monitoraggio con trappole di cattura dedicate e azioni di verifica sul territorio. Tra le strategie innovative al vaglio figura anche l'impiego di cani da ricerca appositamente addestrati per individuare i focolai.