Descrizione
Anche la Città di Rovereto contribuì alla realizzazione del monumento a Giuseppe Tartini che campeggia a Pirano nella piazza principale. Il 2 agosto di quest'anno si festeggia in Slovenia il 130° anniversario dell'inaugurazione di questa statua voluta nel 1896 per celebrare il musicista.
Attilio Stefani, professore e studioso roveretano, fu allora l'uomo chiave dell'operazione. In vista del secondo centenario della nascita di Tartini, Stefani rintracciò e trascrisse dodici lettere inedite di Tartini, scritte tra il 1744 e il 1748 al nobile letterato e musicista roveretano Giuseppe Valeriano Vannetti e custodite nella Biblioteca civica di Rovereto. Il 4 marzo 1891 inviò formalmente questo materiale al comitato organizzatore di Pirano, offrendo un contributo documentale e il segno tangibile delle relazioni con la società culturale.
Nel Settecento, Rovereto e Padova (la città dove Tartini visse stabilmente e fondò la sua rinomata Scuola delle Nazioni) erano strettamente connesse da una fitta rete di scambi intellettuali. Il Trentino dell'epoca, pur trovandosi sotto l'orbita dell'Impero Asburgico, manteneva legami culturali e musicali profondissimi con la vicina Repubblica di Venezia. Giuseppe Tartini, nato a Pirano nell'allora Repubblica di Venezia nel 1692 e poi vissuto a Padova fino alla morte nel 1770, è stato uno dei più grandi violinisti, compositori e teorici della musica del periodo barocco. Celebre in tutta Europa per il suo virtuosismo e la purezza del suo stile, ha legato indissolubilmente il suo nome al leggendario capolavoro noto come Il Trillo del Diavolo.
Il legame cardine con la città della quercia si sviluppò attraverso Giuseppe Valeriano Vannetti, fondatore della celebre Accademia degli Agiati di Rovereto. Vannetti mantenne per alcuni anni il contatto epistolare con Tartini, stimato non solo come musicista ma anche come scienziato dell'acustica e teorico musicale. Diversi giovani musicisti di Rovereto e del Trentino si recavano a Padova per studiare direttamente sotto la guida di Tartini. Una volta formati alla sua scuola, questi artisti tornavano in patria continuando la pratica del violino come abili dilettanti o trovando impiego nell'Orchestra di San Marco a Rovereto, diffondendo lo stile e le innovazioni tecniche del maestro (come la storica modifica della struttura dell'archetto). Proprio grazie a questi intensi rapporti personali e istituzionali, la Biblioteca Civica di Rovereto divenne custode del prezioso carteggio originale di Tartini, che secoli dopo si rivelò un tassello interessante per la ricostruzione biografica del compositore.
L'inaugurazione del monumento in bronzo a Piazza Tartini a Pirano, avvenuta il 2 agosto 1896, fu un vero evento corale di portata internazionale. Non si trattò di una celebrazione locale, ma di un tributo che unì diverse anime dell'area adriatica e mitteleuropea. Venezia fu la città protagonista della nascita materiale dell'opera. La scultura bronzea fu plasmata dall'artista veneziano Antonio Dal Zotto e la statua stessa fu trasportata via mare da Venezia a Pirano a bordo di un vaporetto che portava proprio il nome del musicista. Trieste contribuì direttamente alla struttura monumentale con l'importante lavorazione in pietra del maestoso piedistallo su cui poggia il musicista affidata allo stimato scalpellino triestino Antonio Tamburlini. Padova partecipò attivamente ai comitati di celebrazione per onorare l'uomo che aveva reso la città veneta la capitale europea del violino del XVIII secolo.