Descrizione
Un momento di profonda riflessione della comunità attorno allo storico capitello votivo, prezioso manufatto che il Comune di Rovereto ha voluto restaurare nei mesi scorsi come doveroso e importante tributo alla memoria storica e cittadina.
L’evento bellico risale al 13 settembre 1944: un velivolo statunitense in difficoltà, durante una missione, decise di liberarsi del carico sganciando alcune bombe sulle campagne circostanti, ritenute erroneamente disabitate. In quel momento, tuttavia, i campi erano frequentati da contadini al lavoro e da passanti. Il bilancio fu drammatico: 18 persone innocenti persero la vita. A distanza di 82 anni da quella terribile giornata, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), in stretta collaborazione con la Circoscrizione Nord e con l’Amministrazione comunale di Rovereto, ha inteso rinnovare il ricordo di quelle esistenze spezzate.
Alla toccante cerimonia hanno preso parte le massime autorità istituzionali e associative: Fabio Mattevi, presidente regionale dell’ANVCG, la presidente della Circoscrizione Nord Tamara Lambiase, l'assessore provinciale Simone Marchiori e la sindaca di Rovereto Giulia Robol. Oltre alle rappresentanze ufficiali, la commemorazione ha visto la presenza straordinaria ed emozionante di Norma Cescotti, unica superstite ancora in vita di quel tragico bombardamento.
Nei loro interventi, i relatori hanno sottolineato a più riprese quanto la tutela della memoria non sia un mero esercizio del passato, ma un imperativo etico fondante per evitare il ripetersi di simili immani tragedie e un costante stimolo ad adoperarsi quotidianamente per la costruzione della pace. Il pensiero di tutti i presenti è andato inevitabilmente ai conflitti contemporanei che insanguinano diverse aree del mondo, dove ancora oggi troppe vittime innocenti vengono travolte dalla violenza cieca delle armi.
«La storia ci richiama con forza alle nostre responsabilità nel presente, alle scelte che siamo chiamati a fare ogni giorno per essere uomini e donne di pace – ha affermato nel suo discorso la sindaca di Rovereto, Giulia Robol –. Bisogna credere fermamente nel dialogo e nelle soluzioni pacifiche, senza cedere mai a chi promuove la prevaricazione, l'odio e la divisione».