Scienze della Formazione primaria, le persone al centro

Presentato oggi il progetto del nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico che completa la filiera della formazione nel polo universitario di Rovereto.
Data:

10/04/2026

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  • Comunicato stampa
© @Matteo Festi - @Matteo Festi

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Dalla scuola dell’infanzia al dottorato: presentato il progetto del nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico che completa la filiera della formazione nel polo universitario di Rovereto. Con questo tassello si integra l’offerta formativa dell’Ateneo a Rovereto e si completa il progetto di un polo dell’innovazione nell’istruzione.

Previsti per il corso di laurea a ciclo unico su cinque anni 80 posti all’anno a partire dal 2027/28

Non solo intelligenza artificiale, sostenibilità e trasferimento tecnologico: l’Università di Trento, in linea con i propri valori e orientamenti strategici, scommette anche sull’innovazione che riguarda il suo asset più prezioso: le persone. Ed è attorno a queste – a chi è cittadino oggi e a chi lo sarà domani – che l’Ateneo disegna un nuovo, ambizioso percorso universitario in Scienze della Formazione primaria. L’Ateneo vuole investire nella formazione di nuove leve di insegnanti, che potranno prendersi cura delle nuove generazioni di alunni e alunne con passione, ma anche con metodi didattici più efficaci, al passo con le migliori esperienze internazionali e in stretta connessione con il territorio.

Il nuovo corso di laurea integra e completa il percorso di formazione erogato dall’Università di Trento, già attiva nei percorsi abilitanti per la formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria di I e II grado e nel percorso di specializzazione sul sostegno. Con Scienze della Formazione primaria si realizza così il progetto di una filiera completa della formazione che va dalla scuola dell’infanzia al dottorato. La struttura del corso a ciclo unico è, per sua natura, in gran parte formalizzata a livello nazionale. Tuttavia l’Ateneo ha previsto nella proposta elementi innovativi, ispirati alle migliori esperienze europee, che rendono il corso di laurea unico nel suo genere nell’offerta formativa nazionale. Il progetto è stato presentato in una conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di oggi a Rovereto a Palazzo Fedrigotti.

«L’ambito della formazione dell’infanzia e primaria – ha dichiarato il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, citando anche i pensionamenti del prossimo futuro – ha bisogno di nuove professionalità dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Pur con la natalità non così numerosa, si sentiranno queste esigenze». Il rettore ha descritto Rovereto come «il luogo ideale per attivare un corso di laurea di questo tipo, uno tra i più richiesti»: «Un’iniziativa che, attirando centinaia di studenti e studentesse, avrà un forte impatto sulla città e anche sull’Università – ha aggiunto poi –. Vogliamo fare un progetto di alta qualità, distintivo e qualificante». Ha infine espresso la soddisfazione, «dopo lo sviluppo della Scuola di Medicina, di finire il mandato con un altro progetto accademico di formazione e di ricerca che guarda alle persone e alle loro esigenze»: «Siamo un’università fatta di persone e per le persone, caratterizzata da questa attenzione. Qualificanti sono la presenza di una forte competenza per questi corsi di laurea, negli ambiti delle Scienze cognitive, della Psicologia e della Pedagogia e la tradizione dell’Ateneo nella didattica delle discipline scientifiche».

«Abbiamo fortemente voluto questo corso di laurea a Rovereto in quanto è una città con una vocazione importante all'interno del sistema universitario trentino, che si rafforza così lungo l'intera asta dell'Adige – ha affermato il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti –. A Rovereto, in particolare, arriverà un polo innovativo che punta a formare i futuri insegnanti delle scuole trentine, conoscendo la necessità di docenti sia nel breve, sia nel medio lungo periodo a fronte dei pensionamenti dei prossimi anni. Alla base c'è la volontà di costruire un percorso di formazione scolastica incentrato sulle peculiarità trentine perché le particolarità del Trentino, come le scuole di montagna o la stessa autonomia, devono essere gestite anche con una formazione mirata. Infine, sarà una sfida importante per tutta la città, che vedrà un nuovo corso di laurea, vedrà crescere il numero di studenti e quindi si riproporrà il tema degli alloggi sul quale la Provincia è molto attenta».

La sindaca di Rovereto Giulia Robol ha ricordato che «Rovereto si prepara da tanto tempo per offrirsi come anello fondamentale dell’Università». La nascita del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, ha detto, «rafforza il Dipsco che è un Dipartimento già solido in un polo di eccellenza che compie, nella realtà, quarant’anni». Il tassello di oggi, ha proseguito, «si inserisce in un percorso coerente, da sempre molto importante per la città, sulla formazione e sull’educazione»: «Pensare a un ulteriore corso universitario con una formazione primaria specializzata con un’aggiunta significativa sul tema delle Stem è veramente un impegno molto significativo. Investire su cultura e formazione è fondamentale per riuscire a trovare le soluzioni alla complessità del mondo d’oggi e può contribuire a creare nuove classi dirigenti solide». Ha concluso citando l’impegno di Rovereto in termini di immobiliari dicendo che sono stati identificati in questo senso, nel patrimonio del Comune alcuni palazzi del centro storico: «Due saranno a disposizione nel breve periodo, altri due nel lungo periodo. I primi due sono l’ex elementare Damiano Chiesa, già ristrutturata dall’Università, l’altro è Palazzo Todeschi, su cui è stata trovata una condivisione con Inps. Gli altri due, sul lungo periodo, sono il palazzo ex Cassa malati e l’ex catasto, palazzo delle Trifore, palazzi pubblici, non comunali».

«Il nuovo corso di laurea magistrale – ha spiegato Anna Serbati, pedagogista del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, coordinatrice del Teaching Learning Center FormID dell’Ateneo e referente del progetto – avrà durata quinquennale perché si tratta di un corso a ciclo unico disciplinato a livello nazionale (Decreto n. 249/2010, classe di laurea LM 85 bis). Sarà un percorso direttamente abilitante per l’insegnamento con indirizzo per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria». La professoressa ha ricordato inoltre che «è previsto l’accesso a numero programmato per un numero indicativo di 80 studenti e studentesse all’anno, a partire dall’anno accademico 2027/28». Ultimata la lunga fase di analisi, di confronto e di stesura del progetto, la proposta sarà formalizzata dagli organi dell’Ateneo e si avvierà nei prossimi mesi l’iter di accreditamento ministeriale.

Gianluca Esposito, direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, ha infine inquadrato la novità nella storia del polo di Rovereto. Ha ricordato la fondazione, nei primi anni Duemila, del Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione e affermato che «oggi si realizza una filiera completa della formazione»: «È un progetto coerente e ambizioso, che mette al centro non solo i saperi, ma soprattutto le persone e i loro percorsi di crescita». Ha accennato alle sfide demografiche, sociali e tecnologiche del momento, alla necessità di «qualificazione e professionalizzazione delle professioni educative e di cura» e alla «crescente carenza di insegnanti qualificati». In questo senso ha indicato il progetto del nuovo corso di laurea come «non solo un ampliamento dell’offerta formativa, ma una scelta chiara: vedere l’educazione in maniera moderna, innovativa e supportata dalle evidenze empiriche che vengono da scienze cognitive, psicologia e neuroscienze».

«Questo nuovo corso di laurea è una notizia molto positiva per il Trentino, per l'Università di Trento e per Rovereto. Non si parla più di una sottrazione a favore di Rovereto, ma di un arricchimento complessivo dell'offerta accademica. Fa piacere che si punti a creare nuovi insegnanti che avranno un occhio di riguardo anche nel loro percorso formativo all'autonomia, alle capacità che il nostro territorio riesce a dimostrare. Un progetto che crea un percorso per i giovani, che ripone l'accento sul tema dell’abitare sul quale intendiamo investire anche con l’Università di Trento. Dobbiamo, infatti, ragionare sull'espansione e sulla ramificazione dell'università, comprendente l'area dell'ex Manifattura Tabacchi che sta diventando un polo universitario sempre più importante». Così il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli che ha quindi ricordato gli investimenti della Provincia a Rovereto nella meccatronica, manifattura, scienze della vita, istituti scolastici e nelle infrastrutture viarie.

Comunicato a cura dell'Ufficio Stampa e Relazioni esterne dell'Università degli Studi di Trento.

Ulteriori dettagli al link: https://pressroom.unitn.it/comunicato-stampa/scienze-della-formazione-primaria-le-persone-al-centro 

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Data di scadenza

15/05/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 10/04/2026 20:59

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