Presentata la Stagione all'Auditorium Fausto Melotti

Aggiornato a Martedì, 01 Ottobre 2019
Comunicato stampa di Martedì, 01 Ottobre 2019

Dopo l’ottimo successo di pubblico fatto registrare nelle ultime annate, riparte la Stagione programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara e l'Auditorium “Faust Melotti” riapre il sipario con una Stagione 2019/2020 caratterizzata da un’offerta di spettacolo nel segno della qualità, con alcune interessanti novità.
Tante le proposte in calendario, a cominciare dalla prosa, pronta a regalare alcuni tra i migliori spettacoli della scena contemporanea nazionale inseriti nella rassegna Altre Tendenze, proseguendo con la danza, che conferma la formula degli «aperitivi inDanza» - realizzati all’interno degli spazi museali del Mart, - la musica con le rassegne Jazz’About e Musica Macchina, e gli appuntamenti con il cinema, proposti in collaborazione con il Nuovo Cineforum di Rovereto. La novità di questa stagione è un breve ciclo di quattro momenti di incontro, confronto e approfondimento sulla programmazione musicale – realizzati in collaborazione con il Mart di Rovereto, e curati da Francesca Aste -, denominato Arcipelago Suite.

Il calendario degli eventi è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso l’Auditorium “Melotti” di Rovereto da Francesco Nardelli (direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara), Emanuele Masi (consulente artistico inDanza), Marco Segabinazzi (consulente artistico Musica Macchina), Francesca Aste (consulente artistica Arcipelago Suite), Micol Cossali (Nuovo Cineforum Rovereto), alla presenza della vicesindaca di Rovereto, Cristina Azzolini.
LA PROSA
Cinque appuntamenti caratterizzano la stagione Altre Tendenze a Rovereto, programmata quest’anno dal direttore del Centro Francesco Nardelli. Si comincia giovedì 16 gennaio con “OVERLOAD” dei Sotterraneo, uno spettacolo interattivo che si diverte a mettere alla prova l’attenzione del pubblico, vincitore del Premio Ubu come migliore spettacolo del 2018. L’anno nuovo inizia con alcune giovani compagnie italiane particolarmente amate da pubblico e critica. In “CUORE DI CANE”, giovedì 30 gennaio, la barese Licia Lanera si ispira alla cupa storia del russo Michail Bulgakov per portare sul palco dell’Auditorium Melotti il mito della bellezza e dell’eterna giovinezza, grandi ossessioni della società contemporanea. Giovedì 27 febbraio sarà invece Stefano Cordella, alla guida della compagnia Oyes, a emozionare il pubblico di Trento e Rovereto.

“IO NON SONO UN GABBIANO” secondo capitolo del dittico cechoviano, rilegge il grande classico del maestro del teatro russo per scoprire quanto ancora di vero c’è nell’urlo di ribellione dei figli nei confronti dei padri. Tra i due spettacoli, mercoledì 5 febbraio, la figura di un grande maestro del teatro contemporaneo.

“THE NIGHT WRITER” è un viaggio intimo e prezioso nella vita di Jan Fabre, artista fiammingo tra i grandi protagonisti della scena internazionale. A dare corpo alle parole di Fabre il giovane talento italiano Lino Musella. A chiudere la stagione Altre Tendenze, la nuova produzione della compagnia teatrale trentina Emit Flesti “JACQUES E IL SUO PADRONE”.

Unica opera teatrale di Milan Kundera, la commedia è un esplicito omaggio a Denis Diderot e vede protagonisti un nobile francese e il suo valletto che discutono di amore tra avventure, tradimenti e scherzi, celebrando quell’allegria che può salvare dal buio della storia.
Vantaggiose le condizioni di abbonamento alla rassegna: la sottoscrizione complessiva a 10 spettacoli (inclusi quelli di Trento) avrà un costo tra i 45 e gli 80 euro, con la possibilità di poterne avere uno ai soli spettacoli di Rovereto al costo di 50 Euro (con eventuali riduzioni).
    
LA DANZA
La stagione di danza del Centro Servizi Culturali S. Chiara, curata da Emanuele Masi, sarà nuovamente presente anche a Rovereto con quattro proposte di spettacolo che si terranno sul palco dell’Auditorium “Melotti”, abbinate ad altrettante performance al Mart.

Si inizia venerdì 15 novembre (ore 21.00) con “Folk-s Will you still love me tomorrow” di ALESSANDRO SCIARRONI (vincitore del Leone d’Oro 2019 per la danza alla Biennale di Venezia), che riprende lo Schuhplatter, la danza popolare della tradizione tirolese, per trasformarla in una pratica performativa sulla durata e il tempo. Successivamente, spazio al collettivo italo-spagnolo KOR’SIA, impegnato con “The Lamb” (venerdì 10 gennaio, ore 21.00), uno dei loro spettacoli di maggior successo, vincitore del Berner Tanzpreis, che narra un evento miracoloso: ritrovare la vista dopo la cecità.

Venerdì 7 febbraio (ore 21) la MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY propone uno spettacolo che racchiude le creazioni di Daniele Ninarello “Bloom”, Michele Merola e Cristina Spelti “Gershwin Suite”, scandite dalle musiche di due grandi compositori: Steve Reich e George Gershwin.

Ultimo appuntamento a Rovereto, infine, venerdì 13 marzo 2020 (ore 21.00) con la compagnia BODYTRAFFIC, recentissima formazione californiana che in poco più di dieci anni di vita ha conquistato le platee americane. Per la prima volta in Italia, la serata mette in scena un programma di firme prestigiose.

Nelle stesse date dei quattro spettacoli in programma al Melotti, si rinnova inoltre l’appuntamento con gli “Aperitivi inDanza”, brevi performance negli spazi espositivi del Mart alle ore 20.00. L’iniziativa è volta a valorizzare i giovani talenti del territorio e della scena nazionale sostenendo gli artisti impegnati nelle residenze artistiche di Compagnia Abbondanza Bertoni (Gennaro Lauro in “Sarajevo” il 15 novembre) e CID/Oriente Occidente (con il giovane roveretano Giacomo Todeschi in “Manbuhsa” di Pablo Girolami, 7 febbraio) e aderendo al network nazionale Anticorpi XL, dedicato alla coreografia emergente, con l’altoatesina Sabrina Fraternali in rappresentanza della regione Trentino Alto Adige (“Glauco” il 13 marzo).  

Di particolare rilievo l’appuntamento del 10 gennaio con Luna Cenere, artista associata del festival Oriente Occidente per il biennio 2019/20, che presenterà “Natural Gravitation”, tributo a Isadora Duncan proprio in occasione della mostra “Danzare la rivoluzione” dedicata alla straordinaria danzatrice americana dal Mart.

Per quanto riguarda le condizioni di abbonamento, il pubblico avrà la possibilità di sottoscriverne uno complessivo alla Stagione di Trento e Rovereto (9 spettacoli), con prezzi che oscillano tra 45 e 120 Euro, oppure scegliere di acquistare un abbonamento singolo “inDanza Rovereto”, con un costo tra 25 e 35 Euro per 4 serate.

Per gli abbonati è inoltre previsto un particolare benefit: i possessori dell’abbonamento “InDanza Rovereto” riceveranno 2 biglietti da 2,50 Euro da utilizzare per gli appuntamenti di danza al Teatro SanbàPolis e Altre Tendenze Rovereto, oltre alla possibilità di acquistare biglietti con la tariffa Ridotto Giovani per indanza Trento. E’ possibile rinnovare l’abbonamento a partire da sabato 2 ottobre 2019.

LA MUSICA
Nell’offerta di spettacolo a Rovereto non poteva certo mancare la musica, proposta anche in questa stagione all’interno della rassegna Musica Macchina, che a partire da sabato 26 ottobre torna ad occuparsi di ricerca sonora, musica elettronica e arti multimediali, con uno sguardo rivolto ai progetti e alle realtà più interessanti della scena internazionale.

Giunta alla quinta edizione – la seconda curata da Marco Segabinazzi – Musica Macchina intende proseguire l’indagine sul rapporto tra musica e tecnologie del proprio tempo, puntando l’attenzione sui nuovi contesti musicali, senza tuttavia tralasciare l’eredità della recente storia della ricerca sonora.Parallelamente, la traccia curatoriale vuole mantenere vivo l’intento di supportare e diffondere la cultura della ricerca musicale attraverso un approccio organico e interdisciplinare alla pratica dell’ascolto: ne è prova la condivisione del percorso con Arcipelago Suite, il ciclo di incontri e seminari curato da Francesca Aste e ospitato dal MART.

Con la collocazione all’Auditorium Melotti, Musica Macchina intende inoltre inserirsi in una prospettiva che pone Rovereto al centro del discorso sul contemporaneo. Spazio dunque ai 7 + 1 appuntamenti, che da ottobre 2019 a maggio 2020 vedranno avvicendarsi all’Auditorium Melotti i protagonisti di questa nuova stagione di Musica Macchina.

A inaugurare il calendario sarà, il 26 ottobre, un doppio appuntamento di grande richiamo con Time-Blind, lo show multimediale risultato della collaborazione tra la compositrice e musicista bolognese Caterina Barbieri (è peraltro notizia di poche settimane fa l’apertura di Barbieri al live di Aphex Twin al Red Bull Music Festival di Londra) e il videoartista Ruben Spini, aperto dal live-set del musicista olandese Thomas Ankersmit. Dal profilo più raccolto e meditativo l’appuntamento del 9 novembre, che vedrà esibirsi nel Basement del Melotti la compositrice canadese Sarah Davachi e, in apertura, kNN, progetto solista del napoletano Renato Grieco.

Il 30 novembre spazio all'esclusiva anteprima di un nuovo progetto collaborativo, in cui l'elettronica dello storico, eclettico producer Rabih Beaini si fonde con la virtù pianistica della musicista Tomoko Mukaiyama. In apertura, gli ipnotici e luminosi loop di frammenti sonori tessuti da Marta De Pascalis.

Due performance dal grande impatto sonoro, con atmosfere cariche di tensione fisica ed emotiva, si succederanno nel Basement venerdì 24 gennaio, con la musica del britannico Roly Porter e del duo veneto Lettera 22.

Il 15 febbraio il compositore francese Pierre Bastien e il suo ensemble meccanico di affascinanti macchine sonore trasporteranno il pubblico del Melotti in una dimensione ipnotica e sognante. Di nuovo spazio alla sperimentazione il 7 marzo, quando il Basement dell’Auditorium Melotti diventerà il terreno per tre performance che riflettono sulle relazioni tra spazio, suono e movimento: dalla collaborazione tra Rie Nakajima e una figura storica della musica di ricerca come David Toop, agli interventi di Enrico Malatesta e Luciano Maggiore.
Il 17 aprile un programma ricco di ospiti consentirà di indagare la natura fisica e l'organicità dei suoni, con le performance di Kassel Jaeger (alias performativo di François J. Bonnet, che sarà inoltre protagonista nel pomeriggio di un seminario sulla musica concreta, nell’ambito di Arcipelago Suite) e Stefan Fraunberger, oltre a una nuova collaborazione con il collettivo romagnolo MU.

Musica Macchina si concluderà a maggio 2020 con l’ottavo appuntamento: un finale di stagione dal programma d’eccezione, i cui protagonisti saranno svelati al pubblico nel corso della rassegna. La novità della stagione al “Melotti” è rappresentata da Arcipelago Suite, il nuovo progetto del Centro Servizi Culturali S. Chiara: un ciclo trasversale che copre diverse proposte musicali, transitando dal jazz alla contemporanea. La consulenza è affidata a Francesca Aste, musicista e divulgatrice, che insieme ad artisti ed esperti viaggerà in questo arcipelago di isole sonore. Non richiede orecchie esperte o già formate, ma solo curiose. Curiosità che non rinuncia alla complessità, come il Seminario con Francçoise Bonnet, il 17 aprile 2020 alle 17.00, rivolto ad amanti e studenti della musica elettronica e concreta. Seguirà il concerto di Musica Macchina.

L'arte della fuga, sabato 23 novembre 2019 ore 18.00, sosta nell'isola di Jazz'About prima del concerto con Gary Bartz e il gruppo Maisha, condotto da Damir Ivic.
L'accostamento visionario tra Arnold Schönberg, padre delle avanguardie del '900, e il cinema di David Lynch, mette in risonanza corde profonde dell'essere umano, indagate nel nuovo spettacolo della compagnia Abbondanza Bertoni. Se ne parlerà a Mulholland drive Suite la domenica mattina del 2 febbraio 2020 alle 11.00, con un esperto di cinema come Giacomo Manzoli e con Marco Dalpane compositore per il cinema e curatore del progetto musicale di Clown Time.

Domenica 1 marzo sarà la volta di Mart Tumb Tuuum, isola dedicata alla speciale relazione tra musica ed arti visive. Un viaggio attorno al rapporto arte-suono-rumore attraverso opere, ascolti, materiali video con Walter Rovere e Duccio Dogheria.  
Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito, presso Mart Lounge.
L’offerta musicale del “Melotti” si completerà con la stagione Jazz’About, che verrà presentata giovedì 3 ottobre nel corso di una conferenza stampa presso il Teatro Sociale di Trento.

IL CINEMA
Riprende la programmazione cinematografica presso l’Auditorium “Melotti”, a cura di Sergio Fant e in collaborazione con il Nuovo Cineforum Rovereto, confermando la proposta articolata nelle due rassegne SETTEARTI, dedicata al documentario d’arte e al cinema d’artista, e CINEMA PRESENTE, con proiezioni in anteprima dai migliori festival accompagnate da incontri con alcuni dei più apprezzati e interessanti registi italiani, per scoprire motivazioni e segreti del loro lavoro.

Il nuovo cartellone di SETTEARTI per il periodo ottobre-novembre 2019 presenta tre recentissimi e pluripremiati documentari, proiettati nei maggiori festival italiani e internazionali, che hanno la fotografia come filo conduttore: “Antropocene – L’epoca umana” (martedì 29 ottobre) è un potente grido d’allarme per il pianeta basato sul lavoro del celebre fotografo canadese Edward Burtynsky, “La scomparsa di mia madre” (martedì 26 novembre) è un commovente dialogo tra l’icona della moda anni ‘60 Benedetta Barzini e il figlio regista Beniamino Barrese, “Letizia Battaglia - Shooting the mafia” (martedì 17 dicembre) è un ritratto senza filtri della coraggiosa fotografa palermitana, tra immagini indimenticabili, impegno sociale e politico.
Il primo appuntamento, martedì 29 ottobre alle ore 21.00, è con “Antropocene – L’epoca umana” di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas de Pencier, con la voce narrante di Alba Rohrwacher. Il documentario è una spettacolare e impressionante meditazione sulla massiccia riconfigurazione del pianeta da parte dell'umanità, frutto di quattro anni di lavoro del pluripremiato team composto dai documentaristi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, e dal fotografo Edward Burtynsky, uno dei più noti e apprezzati al mondo, i cui celebri scatti di paesaggi industriali globali sono nelle collezioni di oltre sessanta musei tra i più importanti. All'incrocio tra arte e scienza, Antropocene testimonia un momento critico nella storia del pianeta, offrendo un'esperienza provocatoria e indimenticabile dell'impatto della nostra specie sulla Terra.
Secondo film in programma “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese, martedì 26 novembre alle 21.00, che arriva anche in Italia (e qui in anteprima in Trentino) dopo un debutto al Sundance 2019 e un brillante percorso tra tanti festival internazionali. Modella iconica negli anni ’60, Benedetta Barzini è stata musa di Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon. Divenuta femminista militante e madre sola di quattro figli, negli anni ’70 è scrittrice e docente controcorrente di Antropologia della Moda, in continua lotta contro lo sfruttamento dell’immagine della donna. A 75 anni, stanca dei ruoli e degli stereotipi cui la vita l'ha costretta, desidera lasciare tutto, raggiungere un luogo indefinito dove scomparire. Turbato, ma anche determinato a tramandarne la memoria, il figlio Beniamino inizia a filmarla, deciso a fare un film su di lei.
Chiude questo primo ciclo di Settearti, martedì 17 dicembre, sempre alle 21.00, “Letizia Battaglia - Shooting the mafia” della nota documentarista britannica Kim Longinotto, un ritratto forte e intimo di Letizia Battaglia, già fotoreporter per il quotidiano L’Ora. La sua è una vita vissuta senza schemi: dalla fotografia di strada, per documentare i morti di mafia, all’impegno in politica, Letizia Battaglia è stata una figura fondamentale nella Palermo e nell’Italia tra gli anni ‘70 e ‘90. Intrecciando interviste e testimonianze d’archivio, Longinotto racconta la vita di un’artista passionale e coraggiosa, mostrando non solo un’esistenza straordinaria e anticonformista, ma anche uno spaccato di storia italiana.

La rassegna Settearti proseguirà dopo le feste, martedì 28 gennaio 2020.
Il 28 e 29 novembre l’Auditorium Melotti di Rovereto accoglierà il primo ospite della rinnovata rassegna CINEMA PRESENTE: il regista PIETRO MARCELLO, che dopo gli apprezzati Il passaggio della linea, La bocca del lupo e Bella e perduta, con il recente “Martin Eden”, premiato alla Mostra del Cinema con la Coppa Volpi per il miglior attore a Luca Marinelli, sta godendo di uno straordinario successo internazionale, sia di critica che di pubblico.
Dopo i debutti e i premi ai due lati dell’oceano, a Venezia e a Toronto, dove Martin Eden ha vinto il concorso Platform del festival canadese, Marcello ha di fronte un intenso programma che lo porterà durante l’autunno nei maggiori festival mondiali, da New York a Londra a Busan in Corea, ma ha confermato la sua presenza a Rovereto, oltre che alla Zelig di Bolzano per una masterclass venerdì 29 novembre mattina, grazie alla rinnovata collaborazione tra Centro Santa Chiara e la scuola di cinema del capoluogo altoatesino.

La rassegna Cinema Presente, che nelle scorse edizioni vedeva concentrati in un solo giorno l’incontro con l’autore e la proiezione del suo ultimo lavoro, si espande ora su due giornate, facendo spazio a una ulteriore proiezione in cui il pubblico potrà scoprire o rivedere, sul grande schermo dell’Auditorium Melotti, anche i primi lavori del regista ospite, naturalmente accompagnati da un incontro col pubblico. L’omaggio proseguirà nella seconda giornata con la conversazione moderata dal curatore della rassegna Sergio Fant, e si concluderà con la proiezione dell’ultimo film dell’autore.

Nel caso di Pietro Marcello, venerdì 29 novembre alle 21.00 si vedrà o rivedrà al Melotti Martin Eden, arricchito da una introduzione e un imperdibile incontro al termine con il regista, che la sera prima, giovedì 28 sempre alle 21.00, presenterà invece il suo primo documentario lungometraggio, Il passaggio della linea del 2007, affascinante viaggio lungo l’Italia cadenzato dal ritmo dei treni espressi a lunga percorrenza, in una versione recentemente rimasterizzata. Tra le due proiezioni, a completare il programma dell’evento, l’opportunità di ascoltare Marcello nella conversazione allo spazio Basement dell’Auditorium Melotti, in programma venerdì 29 alle 18.30.

La rassegna autunnale di Cinemart si può invece raccontare prendendo in prestito il titolo di uno dei film più attesi della rassegna, il documentario di Roberto Minervini, Che fare quando il mondo è in fiamme?

Sarà un autunno caldo, con una selezione di film che racconterà il nostro presente attraverso una serie di storie che, nel loro percorso, compongono un ritratto capace di raccontare l’Italia e il mondo in tutte le sue sfumature. Per prima cosa, il Nuovo Cineforum di Rovereto ha deciso di dedicare una parte della rassegna al cinema che ha il coraggio di mescolarsi con il reale e alle nuove vie del documentario: Selfie, di Agostino Ferrente, Oro Verde di Gallego e Guerra e il già citato Che fare quando il mondo è in fiamme? di Minervini ci trasportano, ciascuno a modo proprio, nel cuore di comunità in lotta per la propria sopravvivenza. L’apertura e la chiusura della rassegna sono invece dedicate a due tra le commedie più intelligenti e divertenti degli ultimi anni: Bangla, l’esordio di Phain Bhuiyan, rilegge il tema dell’integrazione attraverso una relazione sentimentale tra una ragazza di Roma e un ragazzo bengalese di seconda generazione, mentre Tutti pazzi a Tel Aviv di Sameh Zoabi utilizza l’ironia e le telenovele per raccontarci il conflitto tra Palestina e Israele.

In mezzo due film straordinari premiati a Cannes (Tesnota, di Kantemir Balagov e Sofia, di Meryem Benm’Barek) e l’attesissimo Burning, di Lee Chang-Dong, tratto da un racconto dello scrittore di culto Haruki Murakami e già inserito nelle liste dei migliori film di questo 2019.
Le modalità di ingresso sono le stesse degli anni passati: biglietto intero 5€, ridotto 3€. Associarsi al Cineforum costa 10€ e oltre ad essere un modo per sostenere un’associazione di volontariato che da oltre vent’anni promuove la cultura delle immagini sul territorio provinciale, consente l’ingresso con biglietto ridotto a tutti gli appuntamenti del Cineforum e agli spettacoli organizzati dal Centro Santa Chiara presso l’Auditorium Melotti fino a settembre 2020.

Di seguito il calendario di Cinemart:
8 ottobre
Bangla, di Phaim Bhuiyan
Con Carlotta Antonelli, Phaim Bhuiyan, Alessia Giuliani, Milena Mancini. Italia, 2019, 84’
Phaim è un giovane bengalese che vive con la sua famiglia a Torpignattara, , lavora come stewart in un museo e suona in un gruppo. È proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro e nessuna regola. Tra i due l’attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell’Islam: niente sesso prima del matrimonio. Con il suo esordio alla regia Phaim Bhuiyan porta una salutare ventata d’aria fresca nel cinema italiano e uno sguardo ironico e scanzonato sulla nostra società.

15 ottobre
Tesnota, di Kantemir Balagov
con Atrem Cipin, Olga Dragunova, Veniamin Kac, Darya Zhovnar. Francia, 2017, 118’
Una famiglia viene sconvolta da una tragica notizia: il figlio minore, David, è stato rapito. Dopo essere uscito con la sua fidanzata non è più tornato a casa e il mattino dopo la famiglia riceve una richiesta di riscatto. La somma è così alta che la famiglia si vede costretta a vendere la sua piccola impresa e a chiedere aiuto alla comunità. Ma i conflitti latenti nella loro comunità, rimasti celati fino allora, esplodono ferocemente, e toccherà alla sorella Ilana lottare per sperare di poter abbracciare nuovamente suo fratello.
Premio della Critica a Cannes 2017 per un esordio che ha riesce a raccontare con forza le tensioni del mondo contemporaneo.

22 ottobre
Selfie, di Agostino Ferrente
con Alessandro Antonelli, Pietro Orlando. Francia, Italia, 2019, 78’
Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014 Davide, un ragazzo incensurato di sedici anni muore, colpito durante un inseguimento da un carabiniere che lo ha scambiato per un latitante. Anche Alessandro e Pietro hanno 16 anni, vivono nel Rione Traiano, sono amici diversissimi e complementari e abitano a pochi metri di distanza da Viale Traiano, dove fu ucciso Davide.
I due amici accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide.

5 novembre
Oro Verde - C'era una volta in Colombia, di Cristina Gallego e Ciro Guerra
Con Carmiña Martínez, José Acosta, Jhon Narváez, Natalia Reyes. Colombia, Danimarca, 2018, 125’
Le origini del narcotraffico in Colombia narrate attraverso la storia epica di una famiglia indigena wayuu di semplici pastori diventati esperti uomini d'affari. Sarà l’inizio di una lotta fino all'ultimo respiro, che tra avidità e sete di potere, metterà a rischio le loro vite, la loro cultura e i loro rituali. Scopriranno la ricchezza, ma anche i risvolti tragici di una vera e propria guerra per controllare l'attività illegale.

12 novembre
Sofia, di Meryem Benm’Barek
Con Maha Alemi, Sarah Perles, Lubna Azabal, Faouzi Bensaïdi. Francia, Qatar, Belgio, 2018, 85’
Sofia ha vent'anni e vive con i suoi genitori nel centro di Casablanca. Durante un pranzo di famiglia Sofia ha violenti crampi allo stomaco. Sua cugina Lena capisce presto che Sofia è incinta. A quel punto Sofia avrà poco tempo per risolvere un grosso problema: sposarsi per non infrangere la legge.
Premiato per la sceneggiatura a Cannes, quest'opera prima al femminile riesce ad elevarsi dal contesto di partenza per raccontare una lotta per affermare la propria libertà di scelta.

19 novembre
Che fare quando il mondo è in fiamme?, di Roberto Minervini
Con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King. Italia, Francia, USA, 2018, 109’ (versione originale con sottotitoli italiani)
Nell'estate 2017 gli USA sono scossi da una serie di brutali omicidi di giovani afroamericani per mano della polizia, specchio di una persistente e sconcertante diseguaglianza sociale. Roberto Minervini si conferma tra i più acuti osservatori della società statunitense e segue con sguardo ravvicinato alcune figure emblematiche della comunità nera mentre il gruppo delle Black Panthers indaga sul linciaggio di due ragazzi nel Mississippi e organizza una protesta contro la brutalità della polizia.

3 dicembre
Burning - L’amore brucia, di Lee Chang-dong
Con Yoo Ah-In, Steven Yeun, Jong-seo Jun, Joong-ok Lee. Corea del sud, 2018, 148’
Jong-su è un fattorino che sogna di fare il romanziere. Durante una consegna incontra un’amica d’infanzia che non vedeva da anni e se ne innamora. La ragazza però parte immediatamente per un viaggio in Africa e quando Jong-su si presenta in aeroporto per accoglierla, lei è in compagnia di un nuovo “amico”, tanto facoltoso quanto enigmatico.
Tratto da un racconto di Haruki Murakami e già in concorso a Cannes, Burning - L’amore brucia è un ritratto indimenticabile di una gioventù disposta a bruciare qualsiasi cosa pur di sentirsi viva.

10 dicembre
Tutti pazzi a Tel Aviv, di Sameh Zoabi. Con Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha. Lussemburgo, Francia, Belgio, Israele, 2018, 97’
Salam è un trentenne che vive a Gerusalemme, ma lavora a Ramallah. È stato assunto da poco da uno zio come stagista sul set di una famosa soap opera palestinese, Tel Aviv on Fire. Ogni giorno, per raggiungere lo studio televisivo, deve passare dal rigido checkpoint israeliano, sorvegliato dalla squadra di militari del comandante Assi. Poiché la moglie di Assi è una grande fan della serie televisiva, e Salam si è spacciato per sceneggiatore, Assi esige di farsi coinvolgere personalmente nella stesura della storia. In un primo tempo, la carriera di Salam ne beneficia, al punto che viene realmente assunto per scrivere il seguito, peccato però che l'ufficiale israeliano e i finanziatori arabi abbiamo vedute diverse sul finale della soap opera.
Commedia brillante e inattesa, Tutti pazzi a Tel Aviv fa ridere e al tempo stesso provoca una riflessione anche più efficace di molte drammatiche riflessioni sull'argomento.
Per maggiori informazioni, visitare il sito www.centrosantachiara.it oppure chiamare il numero verde 800013952.

Rovereto, 1 ottobre 2019

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