Rovereto Comune - ottobre 2017

Aggiornato a Lunedì, 16 Luglio 2018
Data di inizio pubblicazione Domenica, 01 Ottobre 2017

Immagine decorativa

Non è consueto in tempi come questi trovarsi di fronte a manifestazioni di mecenatismo e di generosità civica. Rovereto da questo punto di vista può dire di essere fortunata. Ha appena ricevuto il dono più bello che potesse desiderare e per il quale diverse amministrazioni hanno lavorato. Sono orgoglioso di questo risultato e a nome di tutta la città desidero ringraziare la prof.ssa Maria Angelica Grillo non solo per la costanza, la pazienza e la perseveranza, ma soprattutto per il gesto esemplare. I doni sono due: i beni a lei appartenuti e l’esempio.

Con questo atto a favore della comunità, in un'epoca in cui dominano spesso spinte egoiste, giunge un modello di azione che ritengo doveroso sottolineare: ovvero è ancora possibile porre gli interessi collettivi in posizione preminente rispetto a quelli personali.
Sappiamo bene che la prof.ssa Grillo ha sempre pensato ad una donazione per i giovani e quindi nel nostro lavoro collegiale di Giunta abbiamo già posto dei punti di fermi: il palazzo sarà per la collettività, per favorire incontri e aggregazioni, scambi di sapere, e per dare eco a quella fetta di società che si prepara a gestire al futuro.

Avremo modo di far sì che quel desiderio originario, ovvero fare spazio al talento, fare spazio a chi merita, fiorisca in iniziative che vedranno protagoniste anche le nuove generazioni. Al tempo stesso faremo di questo gioiello una gemma preziosa di uno splendido collier di palazzi destinati alla cultura: Palazzo Betta Grillo, il Castello, Casa Depero, Palazzo Sichardt, Palazzo Aberti (prossima sede di una accademia di arte), Palazzo Alberti Poja, palazzo Annona, il nostro teatro. Il tutto in un contesto che già è prezioso per la presenza del Mart e di luoghi simbolo della roveretanità, come Palazzo del Bene e Casa Rosmini.

Quando il filosofo del dono Jacques Derrida dava alle stampe nel 1991 il suo saggio sul “dono” arriva alla paradossale conclusione che il dono, per come lo concepiamo usualmente, è impossibile. Si vorrebbe infatti che un dono fosse un oggetto dato con gratuità, senza chiedere nulla in cambio, offerto ad altri per affetto e generosità. Le cose non stanno così, argomenta Derrida, perché donare richiede una forma di restituzione, materiale o simbolica. Materiale, nel senso che il dono deve essere ricambiato; simbolica, nel senso del riconoscimento del donatore come soggetto che offre qualcosa a qualcuno, il quale è consapevole di aver contratto un debito. Il dono possibile, secondo Derrida, è semmai quello che nasconde le proprie sembianze e non si presenta come dono: non solo agli occhi di chi riceve il dono, ma anche a quelli del donatario. Invece non essendo totalmente libero e totalmente svincolante smentisce se stesso perché crea un vincolo e una circolarità di rapporti.

Ebbene, di questa circolarità e di questo vincolo ci facciamo responsabilmente portatori. Ci aiuterà ad essere aderenti ai desiderata della benefattrice e a gestire questo patrimonio per la Città. Nessuno deve né aver timore al riguardo né agitare inutili allarmi. La prof.ssa Grillo ha donato a Rovereto sapendo che questa città e chi l’amministra è degno di custodire un patrimonio di tale valore e prestigio. E saprà dimostrarlo.

Francesco Valduga
Sindaco di Rovereto

Data di fine validità
31/12/2020

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