Ruderi di Castel Barco

I ruderi sorgono stretti in mezzo alla vegetazione aggrappati alla sommità d'un aspro colle e poggiati su una specie di grande scarpata murata. La genesi del Castello va ricercata nella posizione geografica, poiché nella valle dell' Adige passavano le due più importanti strade per l'Italia e per la Germania, e si svolgeva la navigazione sul fiume. Assai interessante si mostra la visita ai ruderi. Ciò che colpisce è il mastio, ai suoi piedi si apre la cisterna, una seconda cisterna è visibile più a sud, il suo passato di fortezza e di punto strategico, sono tuttora visibili, se si scandaglia fra il verde e si cercano le mura perimetrali di grossi pietroni: una fortezza, una rocca, comunque una difesa, ma anche un posto di guardia e vedetta, e lungo il muraglione che scendeva verso Chiusole e l' Adige, anche un'opportunità di offesa.
Storia
Fu Briano di Castel Barco, nei secoli XII-XIII, a costruire la rocca, sede originaria della famiglia Castel Barco. Il castello apparteneva alla nobile famiglia dei Castel Barco, famiglia che introdusse nella Vallagarina il sistema feudale che presto soppiantò quello delle comunità rurali. La storia di questa potente famiglia, i Castelbarco, è quasi leggendaria. Lo stesso Barco, che si trova sulle carte più antiche, si riferisce a luogo chiuso, recintato, fortezza, fortino. I Castelbarco, che spadroneggiavano dall' alto del loro castello nella Valle Lagarina, dimostrarono presto la loro potenza e la loro insofferenza verso la potestà vescovile di Trento. Nel giro di circa due secoli divennero signori di tutta la Valle Lagarina, dividendosi le varie parti del territorio e mettendo in atto una sovranità senza pari fino all' occupazione di Venezia.
Proprietá
Pubblica
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