Castel Corno

Castel Corno sorge in una posizione appartata. La sua struttura è strettamente adeguata al particolarissimo ambiente morfologico in cui è ubicato. Un documento del 1234 ne chiarisce l'urbanistica, che era organizzata in castello superiore e castello inferiore. Sono visibili resti di un androne a terrazza, un pozzo ricavato dalla roccia, muri perimetrali ed un torrione-mastio. Il castello si estende per una superficie di 2.300 mq, e presenta i caratteri edilizi dei territori della prima metà del XVI secolo che ricordano le tecniche costruttive dei bastioni lunati di Beseno o di Castel Telvana o dello stesso Castello del Buonconsiglio di Trento. I lavori di restauro hanno avuto inizio nel 1997, proseguendo per sei anni. Alla fine delle operazioni si è potuto leggere l'esatto andamento planimetrico del castello con l'individuazione funzionale dei locali rinvenuti. Il castello con le sue storie di banditi e di omicidi, di ratti ed assedi, ha sempre pesato come un incubo sulle genti dei villaggi vicini che asseriscono che i ruderi sono abitati dagli spiriti. Una leggenda fortemente romantica narra la vicenda di Corrado e Berta. Sembra, infatti, che il cavagliere Corrado di Seiano ricevette ospitalità fra i muri di questo castello, incontrando, così, la bellissima castellana Berta. I due, innamoratosi, decisero di sposarsi ma, durante la celebrazione del matrimonio, per magia, Berta si trasformò in una statua di pietra mentre una voce gridava:" Questo castello sarà maledetto per sempre". Il castello non è interamente visitabile da disabili a causa della sua disposizione morfologica.
Storia
Il castello venne ad inserirsi, in età medievale, in una zona già "antropizzata" da millenni. Il maniero, sorto come rifugio, fu conteso nel corso dei secoli fra i Castelbarco, i Lodron e i Liechtenstein. L'antica famiglia dei Castel Corno è nominata per la prima volta in un documento del 1178. Nel 1234 fu occupato dai vescovili e consegnato ad Aldrighetto di Castel Toblino; all'epoca doveva essere di dimensioni ridotte. Verso la metà del XIII secolo, Castel Corno e Pradaglia passarono a Sodegerio de Tito, potestà di Trento, e alla sua morte, il figlio li vendette ai conti del Tirolo (1267). Finalmente dopo una serie di liti con i Castel Corno, ne diventarono padroni, nel 1314, i Castelbarco. Alla sua morte lo ereditò, con Castellano e Castelnuovo, Aldrighetto capostipite della linea Castelnuovo-Castelcorno. Successe al feudo Paolo di Liechtestein che, ottenne nel 1506 il permesso di dichiararsi barone di Castel Corno. E' questa famiglia ad aver avuto una notevole parte nella ristrutturazione del vecchio impianto castellare: ampliamenti, costruzione di feritoie e merlature, l'aggiunta o rifacimento del corpo di fabbrica che chiude a sud il livello martoriato dai cumuli di frana. Nel 1759, nel corso di un sontuoso banchetto, il castello, che era ancora abitabile, fu assunto dal vescovo Francesco Felice Alberti d'Enno. E' da ricordare che il castello, in quanto impianto fortificato-residenziale, era ancora abitabile e arredato all'antivigilia delle occupazioni napoleoniche e che nel XV secolo, periodo dell'occupazione militare veneziana di gran parte della Val Lagarina, non fu raggiunto dalle truppe venete.
Proprietá
Pubblica
Recapiti
loc. Castel Corno - Isera TN
tel. 0464 433792