Castello di Rovereto

Castello È un considerevole esempio di fortezza veneta quattrocentesca di confine. Interessante il sistema fortificato: l'ingresso è difeso da una successione di porte munite di saracinesche e caditoie. Segue un lunghissimo androne e la corte con porticato e pozzo d'assedio. Nel fossato c'è il parco d'artiglieria. Dal 1921 ospita il Museo Storico italiano della Guerra, costituito dalla collezione permanente di armi, attrezzature, divise, documenti e fotografie riferite particolarmente agli eventi della Prima Guerra Mondiale. Attività didattica e laboratori su prenotazione.
Storia
Non si conoscono con certezza le sue origini, perchè la storia del castello si innesta con quella della città, che ancor oggi rimane oscura. La prima notizia risale al 1354, ed i possessori erano i Signori di Lizzana. Passò poi in eredità ai Signori di Castelbarco. Guglielmo di Castelbarco fece erigere sui resti di un fortilizio preesistente la rocca di Rovereto circondando la terra sottostante di solide mura. Il castello non aveva funzioni di residenza ma era destinato ad alloggiare le milizie che servivano per la difesa del territorio. Il Castello di Rovereto, con il suo pozzo d' assedio, i bastioni muniti di cannoniere, la robusta cinta muraria, deve il suo inconfondibile aspetto di fortezza all'opera di valenti architetti militari veneziani - Giacomo Coltrino e Bartolomeo d'Alviano - che vi operano tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, all' epoca della dominazione della Serenissima (1416-1509). Dopo il 1478 Venezia decise di ampliare le mura e di trasformare l'assetto del vecchio castello munendolo dei bastioni Marino, Malipiero e Coltrino, dello sperone d'Alviano (1478-1502) e del bastione Priuli. In età veneziana il castello e il presidio furono agli ordini di un castellano e di un podestà che amministrava la giustizia nel Palazzo Pretorio, ai piedi del castello. Durante la guerra tra Venezia e l'arciduca d'Austria Sigismondo Conte del Tirolo, nel 1487 il castello sostenne 37 giorni di durissimo assedio e si arrese solo dopo che le artiglierie lo ebbero gravemente danneggiato. Fu però rapidamente ricostruito dalla Serenissima, nei cui territori rimase fino al 1509. Da quell'anno fino al 1918 la città fece parte dei domini asburgici. Dopo la metà del Seicento, il castello perse la sua importanza come piazzaforte, subì deturpazioni ed incendi (l'ultimo nel 1797). Nell' Ottocento venne utilizzato come ricovero di mendicità, casa di pena e, dal 1859 al 1918, come caserma. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, Rovereto venne evacuata perché esposta ai bombardamenti; dopo l'armistizio iniziarono i lavori di restauro per farne la sede del Museo della Guerra, inaugurato già nell' ottobre 1921 alla presenza di Vittorio Emanuele III. La pianta poligonale che tuttora lo caratterizza rappresenta la forma che meglio collega quell'epoca lontana ai gioni nostri.
Recapiti
via Castelbarco, 7 - Rovereto TN
tel. 0464 438100
fax 0464 423410
e-mail info@museodellaguerra.it