Cenni storici
L'uomo che viaggia e non conosce ancora la città che lo
aspetta lungo la strada, si domanda come sarà?
Rovereto è una città raffinata, dalla linea sinuosa,
dai profumi intensi.
Una città di appena 37 mila abitanti, eppur grande.
Una città con molte anime.
Culla di artisti e filosofi non ha trascurato l'aspetto mercantile
ed economico.
Il suo nome tradotto significa: "Città della Quercia". La
denominazione risale alla toponomastica romana "Roboretum", ossia:
selva di querce, albero che abbonda nella valle ed è effigie
dello stemma comunale.
La conformazione urbanistica della città mantiene lo schema
del borgo medioevale che è raffigurabile in un
grappolo di case sorte attorno ad un castello e protette da un
cordone di mura.
Terra di passaggio e conquista, Rovereto diviene possedimento dei
signori di Lizzana (nel XII secolo), quindi dei Castelbarco (con
Guglielmo II) che la fortificano e nel 1416 è occupata da
Venezia, la città dei dogi che punta a frenare le mire dei
conti di Tirolo.
E' sotto il dominio veneziano che la città apprende l'arte
dell'allevamento del baco da seta e del gelso, che diverranno
elementi trainanti dello sviluppo economico futuro. Occupata dagli
Imperiali del 1507, Rovereto diventa possesso austriaco e nel
1564 si aggrega al Tirolo.
Sono anni di prosperità. La lavorazione della seta permette,
nello spazio di due secoli, l'occupazione di migliaia di
persone.
A Rovereto sorgono filatoi e tintorie, la città vive un
momento di fervore urbanistico - architettonico.
A fianco delle fabbriche vengono realizzati maestosi palazzi e
signorili ville.
Lo sviluppo economico della città diventa soprattutto traino
per lo sviluppo culturale.
Nascono salotti, istituzioni intellettuali, scuole. Nel 1750 viene
fondata l'Accademia degli Agiati, nel 1782 sorge il teatro
Zandonai.
Occupata da Napoleone alla fine del '700, Rovereto viene
successivamente annessa al Regno italico, per tornare all'Austria
dopo il Congresso di Vienna e diventare sede di un Capitanato
(rimarrà sotto la bandiera austriaca fino alla fine della
prima guerra mondiale).
L'Ottocento è segnato dalla nascita di importanti istituti,
quali l'attivazione della Cassa di Risparmio di Rovereto (1841), la
realizzazione dell'acquedotto dello Spino (1843-45), l'apertura
della Manifattura tabacchi (1854) e nel 1850 fu Rovereto ad erigere
la Camera di Commercio ed Industria del Tirolo Italiano.
L'equilibrio economico che Rovereto aveva instaurato fu compromesso
dalle due guerre mondiali.
Ma la città, fedele alla sua vocazione produttiva,
tornò a essere un importante centro manifatturiero e
industriale, raggiungendo negli anni '70 l'apice dello sviluppo
economico.
E dalle guerre nacque lo scatto per una vocazione di pace.
La Campana dei Caduti è oggi un solenne simbolo di
solidarietà e fratellanza.
Patrizia Belli

