Festival delle Città Impresa

"La cultura ci fa ricchi. Per il Nordest Capitale Europea della Cultura": edizione 2010 (21-25 aprile)

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Sito ufficiale:  www.festivaldellecittaimpresa.it

Servizio sperimentale: WebTV - videoriprese delle conferenze

 

Un grande incontro di idee e di esperienze, convocato non per "dissezionare" la crisi ma per ragionare sul come dare forza al domani, utilizzando il motore più potente che si conosca: la cultura. Così si è sviluppato il terzo Festival Città Impresa che dal 21 al 25 aprile si è svolto tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia-Giulia. I relatori sono stati più di 300: premi Nobel, economisti, politici, studiosi, imprenditori ma anche urbanisti, filosofi, artisti.
Tutti a ragionare intorno a uno slogan: "La cultura ci fa ricchi", dove la cultura non è solo quella legata alle arti e la ricchezza ha certo un significato personale, di accrescimento individuale, ma anche economico e naturalmente sociale.
Sullo sfondo del Festival un obiettivo di rilievo: dare ulteriore sostanza alla proposta di fare dell'intero Nordest la Capitale Europea della Cultura, manifestazione di enorme prestigio che nel 2019 spetterà all'Italia.
A ospitare gli eventi del Festival 2010 sono state le città di Rovereto (tema: La cultura della sostenibilità - scienza ed impresa si incontrano nella Nuova Manifattura), Schio (L'economia delle idee), i Comuni del Camposampierese (Le reti della conoscenza e della comunicazione), Asolo e Montebelluna (Il design come fattore competitivo), Vittorio Veneto (I nuovi spazi metropolitani), Maniago (Le nuove industrie culturali: fattore cinema), e Campoformido, Reana del Rojale e Tavagnacco (I nuovi Marco Polo. La cultura come fattore di dialogo e scambio tra i mercati ed i popoli tra oriente ed occidente). Con Nordesteuropa.it ed il Corriere della Sera, che ha ideato e gestisce il progetto, e i Comuni succitati, Festival delle Città Impresa 2010 vede la partecipazioni delle tre Regioni del Nordest e, in veste di media parteners, di Radio 24, Marsilio, Domus, Exibart, ADN Kronos e di numerosi altri enti, fondazioni, associazioni.

A monte del Festival c'è la constatazione che l'accelerazione dei tempi e delle situazioni è tale che ciò su cui oggi stiamo riflettendo, i modelli che stiamo mettendo a punto, sono già vecchi. Superati da quello che la crisi ha significato, dall'essere immersi e non più solo contigui a nuovi mondi in espansione a due cifre.
In tutto questo il Nordest sta velocemente cambiando faccia. Riposizionandosi come rinnovato laboratorio del nuovo nel Vecchio Continente. Trovando la linfa del cambiamento proprio nella specificità culturale. Cultura del lavoro, cultura d'impresa, cultura sociale. Cultura valore individuale che si confina bene collettivo.
"Il nostro - afferma il direttore della manifestazione, Filiberto Zovico -  è un Festival per capire e anticipare le trasformazioni, per riflettere sul futuro. A esserne protagonisti sono i centri urbani, capoluoghi simbolo della trasformazione industriale avvenuta negli scorsi decenni e oggi modelli rappresentativi di un sistema in costante movimento perché luogo di sperimentazione, assieme alle città simbolo della vita culturale.
Sono questi la specificità e il senso del nostro Festival: un pensatoio pubblico, sede di confronto di esperienze diverse per tornare a riflettere sui temi legati alle trasformazioni del tessuto economico e sulla rivoluzione del rapporto città-impresa, che con l'affermarsi di una economia della conoscenza e dei servizi, sta imponendo un cambio di paradigma nel modo di pensare, di produrre". Un pensatoio finalizzato a portare un concreto contributo di idee al mondo delle imprese ed ai territori che partecipano, i quali troveranno nel Festival l'occasione per delineare nuove strategie di sviluppo.