Violenza contro le donne, emergenza che si affronta a livello culturale

Aggiornato a Mercoledì, 08 Novembre 2017
Comunicato stampa di Martedì, 07 Novembre 2017

Gli eventi inizieranno il 9 novembre e proseguiranno fino al 2 dicembre. Anche quest'anno l'Amministrazione Comunale in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, organizza un programma di incontri ed eventi con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e destare attenzione sul tema del femminicidio, termine quest'ultimo, un neologismo, che significa distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale.

Il programma "Tutto comincia con un grido. Non lasciamolo cadere nel silenzio"  nasce grazie alla partecipazione e al coinvolgimento di associazioni e di realtà culturali-sociali presenti sul territorio: oltre al Comune di Rovereto che ne è capofila, l’Osservatorio Cara Città Rovereto, la Casa delle Donne, Se non ora Quando Trentino, Fondazione Famiglia Materna, cooperativa Bellesini, associazione di promozione sociale Ruota Libera prevede una serie di iniziative culturali e di formazione, alcune delle quali riconosciute dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento, che attraverso l’utilizzo del linguaggio del teatro, della danza, del cinema e del dibattito andranno a rafforzare la conoscenza e le presa di coscienza di questo fenomeno della violenza di genere, vera e propria violazione dei diritti umani, anche di quelli più profondi, che spesso inizia in maniera subdola, attraverso piccole azioni quotidiane o l’utilizzo di un certo linguaggio.

La manifestazione si articolerà e si snoderà nei vari punti della città, con appuntamenti che andranno da venerdì 10 novembre fino a sabato 3 dicembre 2017, partendo dall’Urban center alla Fondazione Caritro al Teatro Zandonai, a Via S. Maria. Questo per dare voce a tutte quelle donne che per essersi prese la libertà di decidere cosa fare delle proprie vite, di essersi sottratte al potere e al controllo del proprio padre, partner, compagno, amante, nonchè per la loro autodeterminazione sono state punite con la violenza e purtroppo in tanti casi anche con la morte.

In media, solo in Italia, perde la vita una donna ogni 2/3 giorni, vittima della follia omicida di una persona vicina, il più delle volte, carissima. Nel 2016 i casi di femminicidio sono stati 146. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia. Ai femminicidi poi, che sono la punta dell’iceberg, si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime.

Dall’ultima ricerca Istat, presentata in data 5 giugno 2015, “sulla violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, commissionata dal Dipartimento delle Pari Opportunità, che prende in considerazione gli ultimi cinque anni sino al 2014, si conferma che una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale e nella maggioranza dei casi causata dal partner o da un familiare.

Altro punto importante rilevato da questa ricerca è l'aumento della violenza assistita, ovvero la violenza vissuta direttamente dai figli delle donne che subiscono maltrattamenti in casa. Bambini che vivono oggi situazioni di violenza in casa, vivendola e subendola, domani saranno più probabilmente capaci di trasmetterla e replicarla nella loro vita quotidiana, a scuola, in famiglia, con gli amici, al lavoro.

Per tenere quindi sempre desta l'attenzione e creare una giusta consapevolezza su questo problema di natura relazionale, sociale e culturale, tra uomo e donna, è necessario intervenire anche attraverso la formazione e l'informazione, sensibilizzando e coinvolgendo in primis le scuole e la cittadinanza tutta, a sostegno dei diritti umani e quindi dei diritti della donna.

Ufficio Stampa

7.11.2017

Consulta il programma in allegato

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