Rovereto ha ricordato Antonio Rosmini

Aggiornato a Domenica, 01 Luglio 2018
Comunicato stampa di Domenica, 01 Luglio 2018

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Rovereto ha ricordato oggi il suo Beato, nella ricorrenza della morte avvenuta a Stresa il 1 luglio 1855 e nella data che la Chiesa ha scelto con la Beatificazione del 2007 perchè sia dedicata al ricordo e alla devozione al Rosmini, è stata officiata oggi 1 luglio nella chiesa di Santa Maria a Rovereto una Santa Messa.
A rendere ancora più solenne la celebrazione, oltre ai padri Rosminiani, anche il Coro Liturgico intitolato al Beato Antonio Rosmini diretto dal Maestro Giulio Gardumi che al termine ha intonato l'Inno al Rosmini.

Pubblichiamo di seguito una rifessione di don Mario Pangallo, sul Beato roveretano.

" Celebrare significa attualizzare eventi che hanno segnato la vita umana nei suoi progressi religiosi, culturali, storici e artistici consegnando ai secoli futuri conquiste che divengono patrimonio di tutta l’umanità e quindi ricchezza esistenziale per ogni essere umano.

Rovereto celebra il 1° di luglio la morte di Antonio Rosmini, avvenuta a Stresa nel 1855, lasciando sconcerto in chi lo aveva conosciuto e amato, suscitando ammirazione e stima in chi lo avrebbe conosciuto sia attraverso i suoi biografi, o meglio ancora attraverso i suoi poderosi scritti.

Profondo desiderio di Rosmini è stato quello di accompagnare il pensiero umano a riconoscere il proprio potere di acquisire sempre maggiori conoscenze scientifiche e, attraverso di queste, migliorare non solo la vita nei suoi risvolti pragmatici, ma anche nel progresso etico-morale. E se da una parte l’uomo e la donna sono indotti a rendere meno laboriose le proprie attività così da alleggerire gli sforzi e le fatiche quotidiane, dall’altra la ricerca intellettiva raggiunge obiettivi in campo matematico, fisico, chimico, e tecnico impensabili solo pochi decenni passati.

Ma è proprio nel pensiero teorico dove l’uomo può incorrere in errori di valutazione, di lettura, di ragionamento che può impedire quel progresso morale a cui ogni spirito intelligente anela. Questo limite viene da Rosmini analizzato e descritto come il principale motore divisivo nelle varie società umane. Egli non esita infatti ad affermare che «chi volesse assegnare la principale ragione pratica della disunione degli uomini presenti nelle nazioni cristiane, e questa scandalosa mancanza fra loro di benevolenza la troverebbe in questo; che non si pensa abbastanza, e che si prende un partito senza prima aver bene esaminato s’egli è quello veramente che si vuole, quello che soddisfa bene al proprio desiderio. Tutti gli uomini hanno una tendenza comune che è quella della felicità. Fino a che questa tendenza si rimane così in generale tutti convengono nella medesima, perché non è già un decreto volontario, ma è un istinto naturale. Essi non cominciano a differire fra loro se non quando vengono a determinare i mezzi a soddisfare a questo loro naturale desiderio. Si può adunque dire in generale, che la diversità delle opinioni fra gli uomini non sia mai sopra altro che sopra la scelta dei mezzi».

Rosmini lascia intendere quanto sia necessario aiutare e guidare le persone a seguire un ragionamento logico, ordinato e consequenziale al fine di consentire alla società di riconoscere quali strumenti e quali mezzi debbano essere attuati per raggiungere una convivenza fondata sulla giustizia, sulla condivisione e sulla solidarietà".
Ufficio Stampa
1.7.2018

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