Rinnovato il voto a Maria Ausiliatrice - L'intervento del Sindaco Francesco Valduga

Aggiornato a Lunedì, 07 Agosto 2017
Comunicato stampa di Lunedì, 07 Agosto 2017

Per il 314° anno consecutivo la città di Rovereto ha rinnovato il suo voto alla Madonna Ausiliatrice con i riti tradizionali della festa patronale cui hanno reso parte gli Shutzen di Rovereto, Kufstein città gemellata, Ainet (vicino Lienz in Austria) e Bolzano e una vasta partecipazione del volontariato e associazionismo locale espresso dai cori che hanno animato i riti, dalla banda Musica Cittadina Zandonai e dagli scout.        

Dopo la tradizionale messa del mattino, la Chiesa di San Marco ha ospitato nel pomeriggio il tradizionale Rosario e i secondi vespri cantati, con l'omelia di don Daniel Romagnuolo cui è seguita la processione cittadina, la lettura del voto con il quale la città chiedeva protezione dalla'invasione delle truppe napoleoniche, e quindi l'intervento del Sindaco Francesco Valduga.

L'omelia di Don Daniel svolta sulle tracce di un brano dell'Apocalisse, ha evidenziato il coraggio di Maria e la vittoria finale su quel drago dell'Antico Testamento che oggi può essere individuato nell'indifferenza ai bisogni di più deboli. “Siamo tutti chiamati a essere creature luminose come Maria” ha concluso don Daniel.

Anche don Sergio Nicolli nell'omelia del mattino, aveva rimarcato l'esigenza di essere solidali, e la capacità di essere cristiani nei fatti, ricordando le parole del Pontefice a Lampedusa quando denunciò la globalizzazione dell'indifferenza.

"Sono qui a rappresentare la città che ancora una volta rinnova il voto a Maria Ausiliatrice " ha esordito il sindaco Francesco Valduga dopo la consegna del cero votivo.
"Il voto è assunzione di responsabilità in una cornice di fiducia e di fede. Riflettere sul significato del rinnovo annuale del voto significa chiedersi anche se oggi - come città  - saremmo capaci di assumere un impegno collettivo di fronte a nemici magari più impalpabili di un esercito alle porte della città, ma sicuramete altrettanto insidiosi. Penso al disagio sociale, al rancore che questo porta con sé, all'individualismo, ad una certa quota di indifferenza e di mentalità Nimby (Not In My Back Yard, cioè "Tutto ma non nel mio cortile"), e se penso al mugugno che vede prima il problema che l'opportunità o ad alcune persone che sono molto pronte a parlare di diritti - peraltro sacrosanti - ma meno pronte a parlare di doveri, qualche dubbio viene" ha detto Valduga che ha così proseguito: "Ma se penso alla storia della città, alla sua produzione di pensiero nei secoli, se penso che è la terra di Rosmini (e lo ricordo anche perchè sono trascorsi 10 anni dalla sua beatificazione), se penso che lui in materia di diritti e di doveri ci ha insegnato che la "persona non ha il diritto bensì è essa stessa il diritto" (quindi nel suo pensiero c'è un binomio inscindibile tra comunità e individuo: massimo rispetto per la persona dentro un lavoro che l'individuo deve fare per la comunità), se penso che nel nostro territorio ha lavorato anche don Lorenzo Guetti che ci ha insegnato l'importanza del cooperare  e lavorare insieme, aiutandosi reciprocamente, allora posso dire che tutto questo è patrimonio del dna dei roveretani. E infatti incontro spesso persone che fanno il loro dovere ogni giorno, eccellenze e una grande capacità di lavorare insieme tra istituzioni religiose, civili, volontariato e questo rende orgogliosi di rappresentare questa comunità. Quindi penso che sì, saremo capaci anche oggi di fare fronte comune. Lo potremmo fare di più se fossimo anche disponibili, come dice Papa Francecso, ad aprire la porta alla speranza e chiuderla all'egoismo senza ripiegarci su noi stessi, incapaci di vedere le nostre enormi potenzialità" ha aggiunto Valduga che ga concluso ritornando sul binomio responsalità e fiducia che sta alla base del voto.

"Vedere le nostre potenzialità significa rinnovare anche la fiducia negli uomini e quindi di fatto credere in Dio, che abita nell'uomo. Certo al di là di questo ci saranno ancora momenti in cui ci sembrerà di vivere situazioni apparentemente irrisolvibili o dolori inspiegabili alla mente umana che, è finita e limitata, e allora faremo un ulteriore scatto di fede con l'affidarci all'abbraccio ristoratore di un Dio che - come ci dice il Manzoni nei Pomessi Sposi -'...non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e  più grande'. Questo scatto lo faremo ancora una volta grazie alla mediazione di Maria Ausiliatrice alla quale continuiamo ad affidare convintamente il destino della nostra città e della nostra comunità" ha concluso il Sindaco.
Ufficio Stampa
6.8.2017

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