Il nuovo Parco Tobia: ecco come sarà

Aggiornato a Mercoledì, 29 Agosto 2018
Comunicato stampa di Mercoledì, 29 Agosto 2018

Immagine decorativa

L'obiettivo di giungere il recupero e valorizzazione dell'area tra l’intercity e i condomini del Brione è stato raggiunto con il coinvolgimento dei cittadini, soprattutto dei più giovani, dell'intero quartiere.

Lo ha spiegato l’architetto Barbara Plotegher intervenuta a margine della Finestra per la Città dedicata al mese amministrativo di Agosto dove ha illustrato gli esiti della progettazione condivisa portata avanti su suggerimento della Circoscrizione Rovereto Nord.

Un progetto sperimentale che ha chiamato a raccolta rappresentanti di tutte le realtà che vivono il quartiere in particolare chi subirà maggiore impatto dalle scelte e tutti i soggetti che possono aiutare lo sviluppo dei temi proposti ma anche chi può essere in disaccordo e chi ha diritto legale morale ad essere coinvolto. Sono state coinvolte diverse associazioni e organismi, dal Consiglio di circoscrizione nord al Comitato iniziative Brione fino alle associazioni (una decina) che gravitano nell'area.

Seguiti e tutorati dall’architetto Barbara Plotegher sono stati coinvolti su tre attività principali: un primo brainstorming conoscitivo, lo sviluppo di visioni, l’elaborazione di proposte e idee.

L’attività di ascolto ha permesso di esprimere desiderata e la fase finale del processo con la rielaborazione e la sintesi di tutti i dati e le informazioni raccolte, è stata coordinata dall’architetto Plotegher che ha fatto confluire gli stimoli venuti dal processo di condivisione in una soluzione progettuale che raccogliesse tutti i contenuti emersi, in special modo le richieste delle associazioni giovanili.

Fin dai primi incontri (ne sono stati svolti in tutto 4), le richieste hanno riguardato la costruzione di un luogo vivo, frequentato e partecipato. Un luogo di festa, dove divertirsi ed organizzare eventi e manifestazioni, un luogo intergenerazionale che coinvolga potenzialmente dai bambini agli anziani, aperto nel senso che tutte le culture, gli interessi possono trovare spazio. Dunque un luogo dove mescolanza, esperienze e conoscenze si incontrano e dove il coinvolgimento diretto dei residenti produce la responsabilità della cura, in carico alla stessa comunità che lo vive.

Dalle richieste emerse ha preso corpo la visione di un luogo che serve a rigenerarsi, per fare movimento e attività fisica, per giocare al pallone, andare in bicicletta. Un luogo bello perché alla bellezza sono associate la gioia, la cura e la condivisione. Uno spazio sicuro, custodito e ben illuminato, ma non chiuso come un recinto. Infine è stato chiesto che lo spazio fosse connesso con il quartiere e con gli orti di via Driopozzo. Guidati da stimoli visivi e indicazioni fornite dalla tutor è stato chiesto ai partecipanti di provare a disegnare spazi e funzioni ed il lavoro è stato condotto per gruppi omogenei, per età, interessi ed attività. Il tutto è stato trasferito sulla planimetria, dove il parco aperto e condiviso ha preso corpo.

La sperimentazione ha confermato che se la comunità è coinvolta, si sente spronata anche alla gestione comune degli spazi. Il risultato finale è un luogo distribuito su diverse pendenze per dar luogo a scivoli, ingressi liberi, aree di arrampicata e persino un campo da calcio. Un parco a misura di bambino, naturalmente protetto dalla strada, con un anfiteatro utile a trovarsi radunarsi e tessere relazioni. Ecco dunque come sarà il Parco Tobia.

Ufficio Stampa
29.8.2018

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