Follone: procedura con l'Organismo Mediazione Forense

Aggiornato a Giovedì, 27 Dicembre 2018
Comunicato stampa di Venerdì, 21 Dicembre 2018

Nella seduta di martedì 18 dicembre la Giunta Comunale ha deciso di attivare lo strumento - previsto dalle normative sulla conciliazione - verso le ditte artigiane che non vogliono lasciare gli spazi avuti in locazione nel comparto immobiliare ex Caserme al Follone (oggi Piazzale Achille Leoni) un tempo Demanio statale. Tecnicamente il Comune potrebbe procedere allo sfratto coattivo, ma attinge ad uno strumento previsto dalla legge con il coinvolgimento dell’Organismo di Mediazione Forense.

Al riguardo è necessario fare un passo indietro quando con la legge 495 che vent’anni fa - era il 21.12.1998 - definiva le “norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino – Alto Adige, recanti modifiche e integrazioni al DPR 20.01.1973, n. 115”. In sostanza si interveniva in materia di trasferimento alle Province Autonome di Trento e Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione. Perciò l’odierno Follone veniva trasferito alla Provincia Autonoma di Trento, la quale – a sua volta – lo volturava al Comune di Rovereto in data 10.04.2000.

Il decreto legislativo menzionato prevedeva il trasferimento del bene con tutte le pertinenze, gli accessori, gli oneri nello stato di fatto, pertanto il Comune di Rovereto subentrava negli atti di concessione. Allo stato erano in atto contratti di locazione fra Ministero delle Finanze – Direzione generale del Demanio e i titolari di 5 ditte artigiane.

Questi contratti sono abbondantemente scaduti e non sono mai rinnovati. Infatti il Comune di Rovereto come è divenuto proprietario “ope legis” in data 21.12.2000, ha provveduto a comunicare formalmente ai conduttori degli immobili la volontà di far cessare l’occupazione in essere. Il complesso rientra – come noto - nel progetto di ridefinizione di tutta l’area, secondo quanto stabilito dal Piano Regolatore e dai progetti approvati dal Consiglio comunale, per cui è indifferibile provvedere allo spostamento delle attività commerciali e da tempo il Comune lavora allo scopo: almeno fin dal 2007 quando alla disdetta dei contratti in corso è seguito il reiterato invito a rilasciare i locali liberi da cose e persone, inviti purtroppo caduti nel vuoto.

Da qui – dopo molti altri espedienti e a cavallo di più amministrazioni - l’ultima lettera monitoria dell’avv. Manica del 23.10.2018 che ha sortito quantomeno l’effetto di indurre due dei cinque artigiani ad assumere l’impegno a rilasciare a breve gli immobili comunali manifestando l’intendimento di trasferire l’attività altrove. Le altre tre non hanno manifestato analogo intendimento, chiedendo che il Comune reperisca una soluzione alternativa riservandosi di opporsi in sede giudiziaria all’azione di rilascio forzoso degli immobili occupati.

Considerato che l’Amministrazione si è spesa a più riprese nella ricerca di soluzioni alternative per andare incontro alle esigenze dei titolari delle attività e reputata la necessità di agire tempestivamente per consentire l’avvio dei lavori edilizi, prima di coltivare la procedura di sfratto, il Comune ha deciso di ricorrere allo strumento della Mediazione Forense verso le Ditte che anche dopo la lettera monitoria non hanno dato la disponibilità a lasciare gli immobili.

Da qui la decisione della Giunta assunta martedì 18 dicembre che dà mandato al procuratore del Comune, avv. Gianpaolo Manica ad operare in tal senso. Tecnicamente il Comune attiverà l’Organismo di Mediazione Forense. E’ ancora una volta un segnale di paziente disponibilità da parte del Comune verso le aziende, per evitare l’iter di sfratto coattivo e verificare con i soggetti riottosi a liberare spontaneamente gli immobili comunali occupati, la necessità di non bloccare un progetto importante e qualificante che segnerà anche la costruzione della Rovereto futura. Il tentativo di mediazione sarà condotto dal procuratore del Comune, avv. Gianpaolo Manica.

Ufficio Stampa
21.12.2018

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