Festa di Maria Ausiliatrice, rinnovato il voto

Aggiornato a Martedì, 07 Agosto 2018
Comunicato stampa di Domenica, 05 Agosto 2018

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La cerimonia del 5 agosto, ricorrenza di Maria Ausiliatrice, ha visto quest'anno la presenza di mons. Nunzio Galantino, che ha celebrato il rito del mattino indossando la casula del beato Antonio Rosmini (del quale nel suo saluto iniziale ha ricordato la grandezza come filosofo). 

Galantino ha ricordato il valore della solidarietà, che era stato sottolineato anche dalla camminata della fraternità svoltasi alla vigilia e alla quale ha partecipato anche l'arcivescovo mons. Lauro Tisi ed il decano don Sergio Nicolli.

L'omelia di Galantino é stata un invito forte ai valori della accoglienza e a non voltarsi dall'altra parte verso chi é in difficoltà dentro un rito che ricorda come Rovereto, sentitasi in difficoltà nel 1703, reagì con fede ed espresse voto solenne alla Madonna.

"Oggi a chi si azzarda a parlare di fraternità il minimo che gli capita è di essere spacciato per un buonista e uno che non guarda con realismo le cose. Questa festa tradizionale  sarà una festa solo se da qui ne usciamo tutti quanti  illuminati della parola di Dio" ha detto Galantino che poi ha proseguito commentando il Vangelo e indicado nella ''fretta'' di Maria che si mette in cammino verso Elisabetta, quel movimento frutto della passione verso " l'altro " ed ha quindi invitato a farne un modello di atteggiamento ".... in un mondo sempre piu anestetizzato da egoismo e arroganza".Maria dunque come modello di accoglienza perfetta. "La Chiesa - ha concluso - necessita di uomini e donne che si aprono al mondo e raccontano le meraviglie di Dio, e sono capaci di accoglienza". L'invito finale è stato un ausoicio: che tutti possan  trovare la voglia sana e creatrice di novità e rapporti reali, concreti, autenticamete solidali. Tutto il resto non a nulla a che fare con il Vangelo".

Sono seguiti i riti del pomeriggio (Vespri Solenni e Processione) e al termine della consegna e accensione del cero votivo, ha preso la parola il Sindaco Francesco Valduga che ha ricordato come la città di Rovereto abbia reagito non solo nel 1703 ma anche in occasione di guerre successive, costruendo progetti e luoghi simbolo che consentono oggi occasioni di riflessione sulla Pace. “Lo ha fatto in modo così intenso da conquistarsi per legge il titolo di Città della Pace, un titolo che non va dato per scontato e riconquistato ogni giorno: è quindi certamente importarsi aprirsi come città dell'accoglienza ma prima ancora di aprirsi ci dobbiamo preoccupare di comporre i conflitti che ci sono dentro la comunità, con rispetto e volontà di costruire una vita sociale sana”.

Citando il filosofo austriaco Rudolph Steiner il quale disse che “una vita sociale sana si trova soltanto, quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono”, Valduga ha concluso che l'obiettivo è tendere sempre alla positiva osmosi tra singolo e comunità e come il rinnovo del voto contribuisca al progetto di comunità.

Ha infine ringraziato la Chiesa che accompagna la città in questa ricorrenza, che suggella un impegno, auspicando un lavoro comune e un cammino propositivo.

Erano presenti le delegazioni di 3 città: le due gemellate Kufstein e Forchheim e la città amica di Zarzbre, che ha posto le basi per un gemellaggio.

Ufficio Stampa
5 agosto 2018

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